L’impazienza
L’impazienza ha a che fare con la sfiducia nel sincronismo della vita.
E’ una delle più grandi cause di malattia nel pianeta, poiché mina salute e benessere tagliando fuori l’individuo dal vero battito cardiaco della vita.
Diffusa è la convinzione che l’impazienza spinga l’individuo all’azione, ma questa è, in realtà, una concezione impropria, in quanto l’impazienza si fonda sull’agitazione e ogni atto che deriva dall’agitazione non è in armonia con il tutto.
Sei impaziente quando:
- non vuoi aspettare, perché in quel tempo di attesa emergerebbero le tue insicurezze, le tue paure, le tue emozioni che vuoi ignorare;
- esigi una soluzione immediata e possibilmente esterna, per sollevarti dalla responsabilità di essere la tua soluzione;
- non lasci il tempo alle altre persone di esprimersi, perché altrimenti dovresti metterti in discussione e aprirti al confronto.
L’impazienza è l’attitudine al non ascolto di sé, è la fuga da se stessi, è il rifiuto delle responsabilità.
Forse non lo sai, ma l’impazienza è il risultato di uno scollamento dai ritmi naturali dell’esistenza a livello biologico; il respiro diventa superficiale, il sistema nervoso si sovraccarica e si precipita fuori dallo stato naturale della fiducia.
L’impazienza affonda le sue radici nella mente e dipende dalla natura della neocorteccia, che incasella tutte le informazioni che riceve come passato, presente e futuro. E’ la risposta automatica generata dal subconscio a esperienze, convinzioni, fantasie che affondano le loro radici in un tempo lontano.
Ci sono due modalità di manifestazione dell’impazienza:
- il pessimismo. Rappresenta l’espressione di una paura molto profonda, quella che nulla potrà mai andare meglio. Il pessimismo trascina l’individuo in una spirale discendente, che si autoalimenta fino a quando non subentra un collasso psicologico e/o nervoso;
- l’insistenza. In questo caso, la persona cerca costantemente di influenzare il flusso della vita e persiste nello stesso comportamento fino a quando qualcosa o qualcuno la scuote per dar sfogo alla pressione.
L’impazienza
Come trasmutare l’impazienza in una qualità?
Attraverso la pazienza.
La pazienza è il naturale luogo dell’essere umano e non equivale ad aspettare, ma all’aver fiducia in te. Quella fiducia che ti permette di ascoltarti anche quando quello che senti ti spaventa e ti fa soffrire.
Durante la tua esistenza vivrai momenti in cui le risorse saranno scarse, in cui ti sentirai triste, in cui non riuscirai a vedere la soluzione di un problema. Tutti questi momenti sono connaturati all’esistenza e rimanendo in uno stato di pazienza e ascolto di te passeranno.
La pazienza porta con se la tranquillità interiore e l’integrazione; infatti, aspettando e rispettando i ritmi naturali, la vita saprà cosa fare, e anche tu saprai cosa fare.
Ti renderai conto che hai sempre fatto parte degli schemi della vita, ma hai cercato di controllarli e gestirli in base a ciò che hai appreso da altri e che appartengono al passato.
Passando dallo stato dell’impazienza a quello della pazienza, il tuo respiro si trasforma da superficiale a profondo e di pancia.
Quando cedi all’impazienza smetti di ascoltare e di porre fiducia nella vita, quando ti affidi alla pazienza ti apri alla grandezza della tua anima ed accogli la vita stessa.
Per facilitare il processo alchemico di trasmutazione dall’impazienza alla pazienza, ti consiglio di dedicare del tempo alla pratica di EFT-Emotional Freedom Techniques (sel canale youtube di Libertà Emotiva troverai il video tutorial dei punti da picchiettare, insieme a mini sessioni e sessioni short su tematiche diverse) e di passare più tempo possibile nella natura, ina scolto dei suoi suoni.
L’esistenza è una meravigliosa esperienza quando ti muovi a tempo con il metronomo della vita.




