Il Cancello del Tempo: cosa è?

Il Cancello del Tempo è la tecnica che permette di rilasciare informazioni traumatiche trattenute nel corpo, legate ad esperienze proprie oppure di antenati di cui si sono ereditate le memorie cellulari.

Si basa sugli studi del medico e ricercatore Giuseppe Calligaris, che tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento aveva 100 placche cutanee, ossia di aree della pelle (area cutanea di circa 2mm) connesse a specifiche età e collegate non solo agli organi interni, ma anche a stati emozionali, funzioni psichiche e potenzialità mentali. Calligaris scoprì che queste placche quando stimolate evocavano nel soggetto ricordi specifici di un’età.

Altri ricercatori hanno successivamente approfondito l’argomento, fino ad arrivare al Dott. Vincenzo Di Spazio, che nel 1996 ha riscontrato che la pelle in concomitanza dei processi spinosi delle vertebre accoglie una specie di orologio allungato che segue un andamento sessagesimale. Stimolazione alcune di queste aree cutanee, chiamate cronopunti, vengono attivano settori mnemonici del cervello corrispondenti a specifiche fasce di età.

Il Cancello del Tempo ed i cronopunti

I cronopunti primari sono 24 e sono dislocati sulla pelle lungo la colonna vertebrale, in corrispondenza delle apofisi spinose da C1 a L5.
I medesimi punti sono riportati sulla colonna vertebrale riflessa sui piedi e sulle pieghe delle dita delle mani, prendendo il nome di dattilo-cronopunti.

La stimolazione di queste piccole aree cutanee, abbinata all’intenzione, permette di “liberare” i ricordi che influenzano negativamente la vita di un soggetto; ricordi propri (memorie biografiche) e di antenati (trans-generazionali).

Il Cancello del Tempo e la “Sindrome da Anniversario”

Il Cancello del Tempo è una tecnica versatile che consente di agire in modo efficace anche quando il soggetto non è consapevole dell’origine dei propri disagi.

Spesso, infatti, è proprio grazie al supporto dell’operatrice o dell’operatore che il soggetto prende consapevolezza delle connessioni e della ciclicità di alcuni eventi con esperienze del proprio passato e con il passato dei propri antenati.

La tecnica è adatta anche nel caso della “sindrome da anniversario”, ovvero in caso di disturbi che si manifestano con tempistiche coincidenti a date di traumi o decessi di parenti vicini e lontani.

Mi riferisco ai casi in cui una stessa malattia si presenta di generazione in generazione alla stessa età, oppure quando si ha una fobia che si manifesta nell’età in cui un antenato è deceduto in circostanze simili a quelle di cui ora si ha paura. 

Il Cancello del Tempo: efficacia

Perché questa tecnica è così efficace?

E perché è così importante liberare le memorie dei propri antenati?

Quando una persona vive un’esperienza che non riesce a gestire, il sistema “incapsula” tutte le informazioni legate a quella esperienza e le congela da qualche parte. Nel cervello, i neuroni responsabili di quel ricordo vengono isolati dagli altri da una membrana, mentre dal punto di vista energetico si può dire che il ricordo e le emozioni ad esso associate si cristallizzano nel sistema linfatico.

Queste informazioni vengono trasmesse di generazione in generazione, fino a quando non si presentano le circostanze favorevoli per riemergere a livello cosciente ed essere rielaborate.

Perciò, quando le memorie di un evento familiare non risolto si attivano, è come se i confini tra l’antenato e il soggetto scomparissero e quest’ultimo può manifestare disagi che in realtà non gli appartengono, e che non riesce a spiegarsi.

Il Cancello del Tempo: patomimesi e cronomimesi

Perché questa tecnica è così efficace?

E perché è così importante liberare le memorie dei propri antenati?

Quando una persona vive un’esperienza che non riesce a gestire, il sistema “incapsula” tutte le informazioni legate a quella esperienza e le congela da qualche parte. Nel cervello, i neuroni responsabili di quel ricordo vengono isolati dagli altri da una membrana, mentre dal punto di vista energetico si può dire che il ricordo e le emozioni ad esso associate si cristallizzano nel sistema linfatico.

Queste informazioni vengono trasmesse di generazione in generazione, fino a quando non si presentano le circostanze favorevoli per riemergere a livello cosciente ed essere rielaborate.

Perciò, quando le memorie di un evento familiare non risolto si attivano, è come se i confini tra l’antenato e il soggetto scomparissero e quest’ultimo può manifestare disagi che in realtà non gli appartengono, e che non riesce a spiegarsi.

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