La Genomica Emozionale si fonda sul principio che il genoma umano sia in grado di trasferire alla discendenza le memorie emozionali di un vissuto non digerito.

Grazie agli studi effettuati dal Dott. Vincenzo Di Spazio, in approfondimento allo studio delle placche cutanee mappate dal Dott. Giuseppe Calligaris, sono stati individuati 24 cronopunti dislocati sulla pelle lungo la colonna vertebrale, in corrispondenza delle apofisi spinose da C1 a L5.

Questi cronopunti sono “spazio” che mette in connessione con il “tempo” e rappresentano l’interfaccia tra noi e le memorie irrisolte dei nostri antenati.

Genomica Emozionale: importanza

Per comprendere appieno l’importanza della Genomica Emozionale è bene comprendere il processo biochimico e fisiologico del sistema mente-corpo.  

Quando un’esperienza traumatica supera la capacità del cervello di elaborarla, il sistema nervoso “congela” il ricordo in quella che viene definita “capsula spazio-tempo“: i neuroni coinvolti nella percezione e nella gestione di tale vissuto vengono avvolti da una membrana, inibendone l’accesso al resto del cervello.

Tale meccanismo è una strategia di autodifesa, che preserva l’integrità del sistema nervoso in attesa di risorse adeguate con cui affrontare il trauma. Qualora non fosse possibile accedere a tali risorse o non si voglia utilizzarle le informazioni dell’evento traumatico, contenute nella capsula spazio-tempo, si ripropongono ai discendenti fino a quando non vengono “liberate”, influenzando in questo modo anche gli individui portatori. 

A quanto scritto aggiungo che studi recenti individuano nei mitocondri il centro di conservazione di informazioni epigenetiche personali e ambientali, che vengono tramandate di generazione in generazione tramite vari processi, tra cui la trasduzione molecolare. Quindi, mentre il DNA conserva tutti i programmi delle funzioni biologiche necessarie alla vita, i mitocondri sono il vero raccoglitore mnemonico transgenerazionale.

Genomica Emozionale: le due macro aree

All’interno della Genomica Emozionale troviamo 2 macro aree:

  • PATOMIMESI

Consiste nell’inconscia imitazione della sofferenza dell’antenato, arrivando anche a manifestarla nel proprio corpo attraverso la malattia.

In questo modo, quel dolore che è stato “troppo” per l’antenato si ripresenta nel discendente, affinché possa essere sciolto.

  • CRONOMIMESI

Si presenta nell’imitazione del tempo, ossia dell’età in cui si è presentata la sofferenza e/o malattia. La cronomimesi può essere:

  • anagrafica, quando il sintomo si presenta alla stessa età nell’antenato dell’evento sorgente;
  • circannuale, è detta anche “Sindrome dell’Anniversario” (scoperta dalla ricercatrice statunitense Josephine Hillgard) e corrisponde alla ricorrenza in un preciso mese dell’anno;
  • cronomimesi circamensile, ricorrenza in un preciso giorno del mese;
  • cronomimesi circadiana, ricorrenza oraria durante il giorno o la notte.

Tenuto conto di tutto ciò si evince l’importanza de “Il Cancello del Tempo” la tecnica che, attraverso la stimolazione dei cronopunti, permette di accedere alle memorie irrisolte proprie e degli antenati al fine di “guarirle”.

Per approfondire, puoi leggere l’articolo relativo a “Il Cancello del Tempo”.